martedì 30 marzo 2010

Domenica del Corriere - 17 Maggio 1953

Ha sbalordito Londra. Un pilota inglese, già asso dell'aviazione da caccia nella prima guerra mondiale, il maggiore Christopher Draper, conosciuto per la audacia delle sue imprese come il "maggiore pazzo" e che ha ora 61 anni, ha compiuto la sua ultima prodezza prima di abbandonare definitivamente il volo passando con un piccolo aereo sotto quindici ponti sul Tamigi tra lo spavento e la esterrefatta meraviglia dei londinesi.


La cortesia elisir di lunga vita. Poichè un medico francese ha dimostrato con l'eloquenza delle statistiche che le persone gentili sono anche le più forti e sane, si è subito formato a Parigi un comitato che ha bandito la "crociata della gentilezza", mandando una schiera di belle ragazze sui più frequentati boulevards che offrissero ai passanti sorrisi, fiori e canditi, e incoraggiando automobilisti e pedoni a volersi finalmente bene.


lunedì 29 marzo 2010

Domenica del Corriere - 18 Marzo 1962

Un treno precipita in un lago ghiacciato. La sciagura è avvenuta tra Chicago e Spokane. Il treno è deviato su di un vecchio ponte di legno. La locomotiva e due vetture sono piombate nel lago le cui acque erano ghiacciate. Una terza vettura è rimasta in bilico sull'arcata del ponte. Nell'impressionante sciagura hanno trovato la morte i due conduttori rimasti nella cabina. Altri 78 passeggeri sono rimasti lievemente feriti.

Rapina in maschera. Funzionari e clienti di una banca a Neuilly, presso Parigi, hanno sorriso quando tre maschere sono entrate nell'ufficio intimando il "mani in alto". Ma quelli facevano sul serio: da sotto gli abiti carnevaleschi hanno estratto mitra e rivoltelle e nel giro di pochi secondi la cassaforte è stata alleggerita di 12 milioni. I banditi fuggivano col bottino su di un'auto che fuori li attendeva.


domenica 28 marzo 2010

Pubblicità Cinema TEMPI NOSTRI 1954

La nascita della Maggiorata


Cliente:
LUX FILM
Dimensioni: 25 x 32 cm
Grafica: Studio Favalli

Regista: Alessandro Blasetti
Attori: Totò - Vittorio De Sica - Sophia Loren - Marcello Mastroianni - Michel Simon - Eduardo De Filippo

"Altri tempi" e "Tempi nostri" è un dittico del celebre regista Alessandro Blasetti, considerato uno dei padri fondatori del cinema italiano, ma anche di quello fascista (di cui fu anche sostenitore con il film Sole del '29, epica esaltazione delle bonifiche del regime, e Vecchia Guardia del '34, apologia della Marcia su Roma).

Dal film Tempi Nostri deriva il termine "Maggiorata", l'ideale di donna che si impone sullo schermo degli anni 50-60 e che costituisce la coppia Vittorio de Sica e Gina Lollobrigida.

Il termine fu inventato proprio da Vittorio De Sica che nell'episodio Il Processo di Frine del film Altri Tempi, interprete di un avvocato difensore, definisce il personaggio interpretato da Gina Lollobrigida una maggiorata fisica, in contrapposizione alla definizione di minorata psichica che le era stata attribuita. Il termine fa riferimento specifico alla prosperosità del seno, ma anche ad una certa abbondanza di fianchi, e viene usato ancora oggi per indicare una donna dotata di tale abbondanza.


venerdì 26 marzo 2010

Pubblicità VOLKSWAGEN MAGGIOLONE 1963

L'idea perfetta del maggiolino/one: ma da dove viene?

Cliente: VOLKSWAGEN
Dimensioni: 25 x 32 cm

Forse non tutti sanno che la Volkswagen nasce grazie all'idea di Adolf Hitler, che, in un discorso del 1934, annunciò la sua scelta di mettere in produzione un'auto per tutti dietro al seguente motto: "l'auto non deve essere un privilegio".
Secondo il dittatore l'auto doveva avere le seguenti caratteristiche: essere capace di trasportare 5 persone o 3 soldati ed un mitragliere, viaggiare oltre i 100Km/h consumando in media 7 litri per 100 Km e non avere un prezzo superiore ai 1.000 Reichsmark (allora lo stipendio di un operaio al mese era di circa 110-130 Reichsmark).
Si dice anche che sia stato lo stesso Hitler a disegnare il Maggiolino, durate un pranzo all'Osteria Bavaria, a Monaco insieme al dirigente della Dalmier-Benz. "Prendi questo disegno", disse Hitler, "e portalo in azienda, a gente che se ne intenda più di me".

Tutto però scorre troppo in fretta perché dopo aver costruito i due esemplari nel 1936, due berline ed una cabriolet, e dopo aver scelto la località di Wolfsburg per costruire gli stabilimenti, scoppia nel '39 la Seconda Guerra Mondiale: il dittatore decide di convertire la produzione civile in bellica. Nascono così la Kübelwagen (auto-tinozza) e l'anfibia Schwimmwagen (un veicolo militare anfibio). Nasce anche la Kommandeurwagen, il Maggiolino in versione bellica, sviluppato sulla base della Kübelwagen, dotata di tetto in tela ripiegabile, 4 ruote motrici, cambio con rapporti ridotti, differenziale autobloccante. Venne impiegata nella campagna russa.


Terminata la guerra nel 1945 si ricostruiscono e si riavviano gli stabilimenti (i lavori di costruzione muraria furono affidati agli italiani!), riavviando anche la produzione del Maggiolino.

Dopo vari restyling, tra cui nel '59 la realizzazione dell'azienda italiana Pininfarina, il Maggiolino viene nel '70 affiancato dal cosiddetto "Maggiolone", differente nell' estetica (muso più "pacioccone") e nella meccanica (avantreno McPherson e retrotreno con semiassi a doppio snodo) che verranno ulteriormente modificate nel '73.


Domenica del Corriere - 8 Aprile 1962

Oggetti Preziosi. Il folle rincaro della verdura è quì interpretato dal pittore Molino in chiave di scherzoso paradosso. Entrare dall'erbivendolo per la spesa quotidiana diventa una preoccupazione come quando si va da un gioielliere di lusso.

L'orso spaziale - Dopo l'invio nello spazio di topolini, scimmie, cagnette e uomini, anche l'orso è stato sottoposto alla prova. Un bombardiere americano B-58 partito dalla base di Edwards in California, mentre viaggiava a 900 chilometri orari, ad oltre 6000 metri di altezza, ha espulso sopra il deserto di Mojave una capsula con dentro un orso di due anni. Grazie al paracadute l'animale ha toccato terra sano e salvo. Il plantigrado è stato utilizzato dagli scienziati per certe affinità anatomiche con l'uomo.


Pubblicità PHILIPS 1975


Cliente: Philips
Agenzia: Intermarco Farner
Dimensioni: 25 x 33 cm


giovedì 25 marzo 2010

Domenica del Corriere - 26 Gennaio 1962

Inseguiti dai dischi volanti? Tre persone mentre stavano andando su di un autocarro da Tucuman (Argentina) a Buenos Aires sono state scortate per una buona tratta del percorso - così almeno esse hanno poi raccontato - da due misteriosi dischi volanti, muniti di potentissimi fari, che si libravano a bassissima quota.

Un bambino di giudizio. A soli nove anni, Sandrino Colciaghi, abitante a Monza, ha salvato la vita di sua mamma intossicata nel bagno da venefiche esalazioni di gas illuminante, rompendo la porta a vetri, aprendo la chiave interna, trascinando fuori il corpo privo di conoscenza della povera donna e infine chiamando soccorso.


mercoledì 24 marzo 2010

Pubblicità CIRIO CONFETTURE 1963

Cliente: Cirio
Agenzia: Dalmonte
Dimensioni: 15 x 32 cm


Domenica del Corriere - 13 Agosto 1961

Le vicende complicate di Hitler

Hitler non si chiamava Hitler.
Una complicata e strana catena di vicende familiari determinò, nel giro di una generazione, tre cambiamenti di cognome.

Breve biografia...

Adolf Hitler nacque nella locanda "Gasthof Zum Pommern" (in italiano: "Locanda del Pomerano") il 20 Aprile 1889 in una piccola cittadina vicino a Linz nella provincia dell'Alta Austria, vicino al confine tedesco (Baviera), in quello che allora era l'impero austro-ungarico

Suo padre Alois Hitler (1837 - 1903) era un ufficiale inferiore delle dogane. Sua madre era Polz Klara, terza moglie di Alois. Dei loro sei figli, solo Adolf e sua sorella Paula sopravvissero all'infanzia. Il padre era figlio illegittimo, e per questo da giovane utilizzò il cognome della madre, Schicklgruber. Nel 1876 adottò legalmente il cognome del padre naturale (che però non lo riconobbe mai finché fu in vita), trasformandolo da Hiedler (o Hüttler) in Hitler. Se effettivamente Alois fosse il figlio naturale di Johann Georg Hiedler, il padre di Adolf sarebbe stato parente di sangue della propria moglie Klara, la cui madre si chiamava Hüttler e potrebbe essere stata sua cugina.

Il figlio Adolf non usò mai il cognome Schicklgruber. In seguito i suoi avversari politici fecero circolare delle voci che insinuavano che Hitler fosse di origine ebrea: dopo che Maria Teresa d'Austria aveva dato la cittadinanza piena agli ebrei che si convertivano al cattolicesimo, essi usavano tradurre i loro cognomi ebraici in tedesco, e Schicklgruber era un cognome comune tra gli ebrei convertiti.

Inoltre, una diversa fonte afferma che Hitler non sapesse con certezza chi fosse stato suo nonno. Le voci che affermavano che egli fosse per un quarto ebreo sarebbero dovute al fatto che sua nonna Maria Anna Schicklgruber sarebbe rimasta incinta del padre di Adolf mentre era al servizio di una famiglia ebrea a Graz, in Austria. Il datore di lavoro di Maria (mai identificato storicamente), inoltre, le avrebbe corrisposto una cifra mensile per il mantenimento del figlio fino alla maggiore età. Tuttavia, di tali presunti versamenti non esiste alcuna prova. Adolf adottò il proprio cognome "Hitler" come nome d'arte quando dipingeva.

Una piccola curiosità: il medico che curò nel 1907 invano la madre di Hitler era ebreo, tal Eduard Bloch, e non soffrì alcuna persecuzione durante tutto il regime hitleriano. Hitler gli espresse tutta la sua gratitudine per aver tentato invano di salvargli la madre: «Sappia che non lo dimenticherò mai!»

Quando si dice il caso. Katherine Palance sta allenandosi sugli sci d'acqua al largo di Palm Beach (Florida, USA) quando, dopo un tentativo di salto, piomba su un subacqueo semisommerso in assetto di pesca. Il sub grida dal dolore e involontariamente preme il grilletto del fucile, arpionando un barracuda... che stava per assalirlo.


lunedì 22 marzo 2010

Pubblicità OLIVETTI LETTERA 22 1954

Cliente: Olivetti
Dimensioni: 25 x 32 cm

Concepita come strumento da viaggio - pesava solamente 4 Kg e veniva venduta in una confezione dotata di manico, come una valigetta - diventa un vero e proprio gioiello di design: pensate che è esposta ancora oggi nella collezione permanente di design del "museum of modern Art of New York"!.
Disegnata nel 1950 dall'architetto e designer Marcello Nizzoli, collaboratore di Olivetti dal 1938, insieme all'ingegnere Giuseppe Beccio, riceve immediatamente premi sia in Italia, sia all'estero come migliore prodotto di design.
Per i giornalisti aveva solamente qualche difetto: mancava il tasto col numero 1 (che si otteneva usando la l, elle minuscola, o la I, la i maiuscola), il numero 0 (che si otteneva usando la O maiuscola) e i tasti con le vocali accentate maiuscole (guardate le lettere nella pubblicità!). Come sempre, ci si arrangiava in altro modo :-)

(Montanelli con l'inseparabile Olivetti 22)


Domenica del Corriere - 9 Marzo 1952

Sovracoperta Pubblicitaria

Domenica del Corriere - La vendetta delle maschere. Un contadino di Lauregno (Trento) si è rifiutato di dare il tradizionale obolo al corteo mascherato, che ogni anno di Carnevale attraversa in grande baldoria le vie del paese. Per punirlo un gruppo di maschere ha strappato dal suo orto un tenero susino. Il contadino è allora uscito infuriato ed è venuto alle mani con i giovani ma ha avuto la peggio. E' finito all'ospedale con la frattura alla base cranica.

Caccia agli scapoli. Ad Aurora (Illinois), secondo una vecchissima tradizione, il 29 febbraio di ogni anno bisestile, le donne assumono per 24 ore il governo della cittadina, insediandosi in tutte le magistrature pubbliche. Le donne poliziotte sono incaricate di dare la caccia, anche col "lazo", agli scapoli, se non riescono a giustificare il loro celibato, vengono condannati a pagare salate multe in denaro, calze, profumi e cioccolatini.


domenica 21 marzo 2010

Merci Obrigado Спасибо Gracias 谢谢 Danke ....

Sarò volutamente didascalico...


Grazie Momo,
un'amico lontano... vicino al nostro Blog...

:-)


sabato 20 marzo 2010

Pubblicità FIAT 126 1974

Dopo la Fiat 500 arriva la Fiat 126: ecco le novità (dell'epoca)

Cliente: Fiat
Dimensioni: 21 x 30 cm

La 126 nasce nel 1972, ispirata dalla concept car "CIty Taxi" realizzata dal designer italiano Pio Manzù. Ovviamente questo prototipo non verrà mai realizzato (ideare una concept car è puramente un esercizio tecnico che stimola la creazione di nuovi modelli), ma farà nascere la famosissima 126, autovettura pensata per sostituire la Fiat 500.

Tre le novità tecniche più importanti: lo spostamento del serbatoio carburante dal vano bagagli anteriore alla parte posteriore della vettura (precisamente sotto il sedile posteriore), il cambio (a 4 marce) sincronizzato (tranne la prima). A partire dal 1978 e solo per alcuni anni verrà anche adottato lo sterzo a cremagliera in sostituzione del classico sistema a vite e settore elicoidale presente sulla 500.


Anche il motore, il noto bicilindrico raffreddato ad aria montato posteriormente a sbalzo, era lo stesso. Come sulla contemporanea 500 R la cilindrata era di 594cc.


Totalmente nuovi, invece, gli interni, la strumentazione ed i comandi, non privi di un misurato livello di rifinitura.

Le migliorie della 126 erano costituite, essenzialmente, dalle aumentate dimensioni della carrozzeria squadrata che, pur mantenendo invariato il passo, consentiva una maggiore abitabilità, oltre che dalle prestazioni più elevate e dalle accresciute doti di sicurezza.

Dal 2000 la 126 non è più in produzione
. Ecco qualche numero:
1.352.912 numero esemplari negli stabilimenti italiani
3.318.674 numero esemplari negli stabilimenti polacchi
2.069 numero esemplari negli stabilimenti austriaci


Domenica del Corriere - 28 Settembre 1941

Domenica del Corriere - La gesta di Gibilterra. Per la terza volta gli arditi della Marina Italiana hanno violato una base nemica. Dopo il forzamento della rada di Suda, avvenuto il 26 marzo, e l'incursione, il 26 luglio, nel porto di Malta, i nostri "mezzo d'assalto", sono riusciti ora a penetrare anche nella base inglese di Gibilterra, affondando due petroliere e colpendo gravemente una nave carica di munizioni.

Coltivare ogni lembo di terra! Al comandamento del Duce obbediscono anche gli Enti pubblici delle grandi città. a Roma, sulla sacre zolle che fiancheggiano la via dell'Impero, passa l'aratro trainato dai buoi.


giovedì 18 marzo 2010

Domenica del Corriere - 6 Agosto 1961

Domenica del Corriere - E' tornato il mostro di Lochness? Uno scolaretto di Edimburgo, mentre si trovava sulle rive del lago scozzese, famoso per le frequenti e periodiche apparizioni del favoloso animale, giura di aver visto affiorare uno strano bestione. Gli porse la mela che aveva in mano. Il mostro stava per addentarla, ma poi, spaventato da un rumore sospetto, si tuffò e sparì sott'acqua.

Se non ci dai i soldi, muori!. Due belle zingare sono riuscite a turlupinare il signor Ugo Tonarelli di Piombara (Carrara), facendogli credere che sarebbe morto entro un mese se non consegnava loro tutti i suoi risparmi e cioè 1 miliore e 600 mila lire. Ciò che egli supinamente fece.


mercoledì 17 marzo 2010

Domenica del Corriere - 15 Settembre 1946

Domenica Del Corriere - Campioni del mondo a Milano. Al ricostruito Velodromo Vigorelli, che ora, per decisione comunale, porterà il nome di Romolo Buni, assi del ciclismo italiani e stranieri disputano emozionanti gare fra l'entusiasmo della grande folla sportiva.

Un campanile in movimento. Il 3 settembre si è svolta a Viterbo la tradizionale festa religiosa della "macchina". Nella città, oscurata per l'occasione, sessanta uomini vestiti di bianco hanno portato in processione una specie di torre tutta illuminata di fiaccole e lampadine. La curiosa costruzione pesa 35 quintali.


La Domenica Del Corriere

La Domenica del Corriere, nato come inserto domenicale delCorriere della Sera, nel 1899, era recapitato in omaggio agli abbonati del quotidiano ma anche venduto separatamente in edicola al prezzo iniziale di 20 centesimi.

Fortemente voluto e potenziato dal direttore del Corriere Luigi Albertini, si avvaleva per le sue copertine di un giovane disegnatore, Achille Beltrame, a cui era affidato in ogni numero il compito di rendere con la sua tavola il fatto più interessante della settimana. A differenza dei quotidiani dell'epoca, la Domenica del Corriere dava ampio spazio alle fotografie e ai disegni, e questo fu uno dei motivi del suo successo.

Nel corso degli anni Venti e Trenta, la Domenica del Corriere divenne uno dei principali strumenti d'informazione di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata. Sulle pagine della Domenica del Corriere trovavano una vetrina popolare anche le grandi firme del Corriere, da Luigi Barzini ad Indro Montanelli. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, l'avvento della televisione portò la testata ad una graduale ma inarrestabile crisi sino alla definitiva chiusura nel 1989.

Oggi le copie del settimanale, con le copertine di Achille Beltrame prima e di Walter Molino poi, sono ricercate da migliaia di collezionisti che fanno della Domenica del Corriere il settimanale in assoluto più collezionato in Italia.

Le immagini provengono dalla "Collezione privata Marini di Casorate Primo - Pavia (Italia)", le tavole sono state riprese dai fascicoli originali allo scopo di divulgare e preservare un capitolo irripetibile della storia Italiana ed Europea.
La pubblicazione del sito è stata fortemente voluta da Luciano Marini, allo scopo di divulgare gratuitamente le meravigliose immagini che raccontano un grande capitolo della storia Italo - Europea nei primi 60 anni del secolo scorso, un periodo che ha visto grandi invenzioni (Automobile, Aeroplano), grandi viaggi (trasvolata atlantica e artica), due grandi guerre mondiali e la ricostruzione in Europa oltre ovviamente all'evoluzione del costume.

Tutta questa ricca varietà d'informazioni e immagini (oltre 7.000 tavole illustrate) che man mano stiamo costruendo, sono affiancate da potenti strumenti di ricerca e catalogazione, che consentono ricerche per argomenti e soggetti, anni o autori, con ricerche multiple e incrociate. Grazie alla collaborazione attiva di Andrea Marini, il quale si è occupato dello sviluppo grafico e informatico del sito, tutto questo è diventato realtà nell'ottobre 2006.

Il cospicuo numero di iniziative (pubblicazioni e mostre a tema) realizzate attraverso la sponsorizzazione di enti pubblici, aziende e privati sensibili al mantenimento del patrimonio storico culturale della collezione Marini ha contribuito con gli anni a concretizzare il sogno di trasformare in formato digitale l'immensa collezione per metterla definitivamente a disposizione di tutti.


martedì 16 marzo 2010

Pubblicità BIRRA PERONI 1974

Cliente: Birra Peroni
Agenzia Pubblicitaria: Armando Testa
Dimensioni: 21 x 31 cm

Payoff: Chiamami Peroni, sarò la tua birra.


lunedì 15 marzo 2010

Domenica del Corriere - 9 Giugno 1946

Domenica Del Corriere - I drammi del circo. In una città dell'Australia, durante lo spettacolo di un circo equestre, una tigre fugge dalla gabbia, si avventa sopra un cavallo e gli dilania i fianchi con gli artigli. Un custode sopraggiunto uccideva poi la belva.

Non viaggiare così! Un imprudente passeggero che aveva creduto di trovare un buon posto tra i bagagli sul tetto di un autobus della linea Suzzara - Parma al passaggio sotto un ponte ha ricevuto un terribile colpo alla testa ed è rimasto ucciso.


Pubblicità TOTAL Carburanti 1963

Cliente: TOTAL Società Petrolifera
Dimensioni: 25 x 32 cm


domenica 14 marzo 2010

Pubblicità CARPANO 1954

Cliente: Carpano
Agenzia Pubblicitaria: Armando Testa
Dimensioni: 24 x 32 cm

Antonio Benedetto Carpano, l'inventore del Vermouth nel 1786, è stato il fondatore dell'azienda torinese "Carpano", riadattando a suo nome il termine del vino liquoroso.

In questa pubblicità Armando Testa disegna il "Re Carpano" ispirandosi al Caval ëd Brons, il monumento simbolo dellla città di Torino. Infatti "Il Cavallo di bronzo" è il monumento dedicato a Emanuele Filiberto -detto "Testa di ferro"- sito in piazza San Carlo: il Duca viene rappresentato nell'atto di ringuainare la spada - o la bottiglia - dopo la vittoria ottenuta nella Battaglia di San Quintino, alla quale alludono i sottostanti bassorilievi.

Nell'illustrazione si legge: "la celebre statua torinese di Emanuele Filiberto, il Caval ëd Brons ha ispirato il cartello equestre del noto personaggio Re Carpano, simbolo del tradizionale vermuth di Torino"

Ironia della sorte: Emanuele Filiberto morì di cirrosi epatica, conseguenza diretta dell'abuso di vino a cui era solito, nell'agosto 1580.


Pubblicità ZIGNAGO 1954

Agenzia Pubblicitaria: Marzotto
Dimensioni: 24 x 32 cm


Domenica del Corriere - 17 Agosto 1952

Domenica Del Corriere - I bei panorami d'Italia! Un assurdo, sfacciato mascheramento nasconde e deturpa i più celebri e stupendi paesaggi lungo le grandi strade italiane. Non più suggestive visioni marine, di boschi, di montagne, di monumenti, ma orribili sfilate di cartelloni pubblicitari che contaminano di volgarità gli ambienti più romantici e poetici.

I campioni della birra. In occasione di una festa campestre nei dintorni di Monaco si è avuta, per la prima volta dopo la guerra, una gara di bevitori di birra. Mentre un arbitro ufficiale registrava il tempo, i più quotati bevitori di Baviera si ingozzavano di birra fino al limite del tollerabile e oltre. Qualcuno stramazzava vinto, altri abbandonavano la gara... Trionfava un tizio che era riuscito a ingerire quindici litri della bionda bevanda.


sabato 13 marzo 2010

Pubblicità PANE AMORE e FANTASIA 1954

Regista: Luigi Comencini
Attori: Vittorio De Sica - Gina Lollobrigida - Marisa Merlini - Tina Pica - Amalia Pellegrini - Roberto Risso - Virgilio Riento

Dimensioni: 24 x 32 cm


Domenica Del Corriere - 24 Dicembre 1961

Domenica Del Corriere - Milano natalizia. Nel centro della città, ancora sconvolto dai lavori della metropolitana è stata allestita, per la più grande festa dell'anno, una spettacolosa luminaria. Festoni e trofei di lampadine, fontane di luce nelle vie principali; e in piazza del Duomo uno scintillante albero e un gigantesco e originale Presepio.


Domenica Del Corriere - 5 Febbraio 1961

Domenica Del Corriere - Il Festival della Canzone a Sanremo. Intono a Mina, numero uno della manifestazione, Walter Molino presenta alcuni "cantautori". Sono (da sinistra a destra): Gino Paoli, Giorgio Gaber (con chitarra), Tony Renis, Gianni Meccia, Umberto Bindi (con pullover blu) e Adriano Celentano.

Ecco come funzionava Sanremo allora: un mini televoto con sette giorni di attesa per i risultati! Per le prime due serate vennero presentate 12 canzoni. Al termine di ogni serata i giurati (in tutto 524 persone, divise tra 224 presi dal pubblico, 300 telespettatori dislocati in 20 città diverse) votarono le sei canzoni che sarebbero poi andate in finale durante la terza serata.

Per la prima volta il Ministero delle Finanze autorizzò il “Voto-Festival”: giocando la schedina dell’Enalotto si poteva indicare la canzone preferita tra le 12 finaliste e partecipare all’estrazione di 20 milioni in gettoni d’oro. Per conoscere la canzone vincitrice si aspettò il completamento dello spoglio di tre milioni di cartoline: ben 7 giorni!!

Ecco le prime 3 canzoni classificate:
"Al di là" cantata da: Luciano Tavoli & Betty Curtis – Autori; Donida - Mogol
"24.000 baci" interpreti: Adriano Celentano & Little Tony – Autori; Celentano – Fulci - Vivarelli
"Il mare nel cassetto" cantata da: Milva & Gino Latilla – Autori; Rolla- Lavalle

Adriano Celentano fece allora scandalo con il suo brano, perché quando si esibì mostro il sedere al pubblico! Mina, data per vincente da tutti, arrivò solamente quarta con Io amo tu ami e quinta con Le mille bolle blu canzone troppo moderna alla quale si aggiunse il gesto con la mano sulla bocca che a molti sembra uno sberleffo. Mina venne criticata, addirittura molti le contrapposero quella che poi diventerà la sua rivale, e cioè Milva. Per Mina il festival fu un brutto colpo, affermò di non voler partecipare a gare canore, Festival compresi.

Tragedia sul ghiaccio. Appena usciti da scuola, cinque bimbi raggiunsero il laghetto di Versac, nella Vojvodina (Jugoslavia) e cominciarono a pattinare sulla superficie ghiacciata. A un certo punto questa improvvisamente cedette e i bambini precipitarono nelle acque gelide. Il papà di uno di essi, Matjia Barbur, prontamente accorso alle grida dei pericolanti, poté salvare il figlio e due dei suoi piccoli compagni. Poi, paralizzato dal freddo, non poté continuare. Gli altri due bimbi perirono così annegati.